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Visitare Amsterdam in 6 immancabili tappe

Scorcio notturno sul fiume Amstel

Siamo abituati ad immaginare Van Gogh immerso in un lussureggiante paesaggio del sud della Francia; lì, fra i campi agostani di Arles, egli dipinse i suoi quadri migliori. Eppure l’artista olandese non usò soltanto colori caldi nelle sue opere, non ritrasse solo posti ridenti pieni di sole.

Delle volte si fermò anche ad osservare la nudità dell’inverno. E proprio Amsterdam, avvolta nelle tonalità biancastre della dura stagione, sembra avere qualcosa delle sue pochissime tele ambientate nei campi innevati: qui, tra i canali del fiume Amstel, i rami degli ippocastani del “giardino di Nueneu”, si innalzano al dì sopra della sterile natura per osservare lo svolgersi delle vite umane.

La capitale dei Paesi Bassi assomiglia quindi ad un dipinto espressionista: le sfumature immacolate della città, simili alle fredde tonalità vangoghiane, vanno inquadrandosi entro la cornice di un spettacolo tanto suggestivo e surreale da lasciarci senza fiato.

Prima tappa: Bloemenmarkt

Il primo posto in cui bisogna fermarsi ad Amsterdam è senza dubbio il Bloemenmarkt. Fondato nel 1862, e situato nei pressi del fiume Singel tra Muntplein e Koningsplein, esso rappresenta l’unico mercato dei fiori galleggiante al mondo. La sua bizzarra collocazione, in verità, non è altro che un retaggio del passato: in epoca medievale infatti i mercanti, per traghettare i fiori dalla periferia al centro, utilizzavano degli enormi barconi senza però mai scendere da essi.

Qui le dalie, com’anche i narcisi, vengono ancora distribuiti sfiorando appena i rivoli dell’acqua ed i negozi, posti su delle chiatte fluttuanti, offrono ai visitatori ogni sorta di rarità floreale.

L’inverno, ovviamente, non va affievolendo il volto colorato di questo meraviglio mercatino che anzi durante il periodo dell’avvento si adorna di stelle di Natale e ghirlande decorative.

Volete acquistare dei tulipani olandese? Un mazzo di gigli orientali? Dei gerani parigini? Per ora vi consiglio un bouquet di dalie finte. Dopotutto il percorso da intraprendere è ancora lungo.

Seconda tappa: ice skating in tutta la città

Amsterdam sotto la neveSotto Natale Amsterdam è straordinariamente magica. I ponti illuminati, ricoperti da un velo bianco, ci sembrano usciti da una fotografia di fine ottocento. Le case lungo i canali, con la loro architettura dei ‘grachtenhuizen’, i ganci e le carrucole, danno l’impressione di far parte di una racconto fiabesco.

In quest’atmosfera tanto incantevole ci si deve concedere per forza una pattinata sul ghiaccio. Così Leidseplein, rinomata per essere il luogo più divertente e frenetico di Amsterdam, si trasforma ogni anno in un’enorme pista ghiacciata per pattinatori inesperti e professionisti dell’ice skating.

Da queste parti, fra le numerosi biciclette adagiate sugli alberi, si possono trovare diverse discoteche, locali con musica dal vivo, ristoranti e, soprattutto, caffè bruni: questi tradizionali pub olandesi, caratteristici per via dei loro interni “oscuri”, presentano una grande varietà di birre locali o regionali, snack, liquori e bitterballen (crocchette di carne con senape) a prezzi incredibilmente economici.

Terza tappa: le 9 stradine

Se siete alla ricerca di idee regalo per i vostri cari allora il posto adatto da visitare è proprio quello tra la Leidsestraat e la Raadhuisstraat. Dove ci troviamo? Ma naturalmente nella zona denominata come “de 9 Straatjes” (le 9 stradine): il nome deriva proprio dalle 9 traverse che diramandosi da essa vanno collegando i principali canali della città. Qui, fra i negozi più famosi della Venezia del Nord, troverete tutto ciò di cui avrete bisogno: gioielli, vestiti vintage, gadget divertenti ed esilaranti souvenir.

Quarta tappa: Oosterpark

un gran numero di cipressi imbiancati? Una distesa verde coperta da un manto nevoso? Dei salici piangenti con lacrime di ghiaccio? Allora siete a Oosterpark, nel parco municipale. In questa zona, nei pressi della stazione ferroviaria di Muiderpoort, si trova il Crafty Markt, ovvero il mercato degli artigiani. Questo particolare mercatino è davvero unico nel suo genere; non solo a Natale, ma per tutto il resto dell’anno, gli artisti di Amsterdam, siano essi pittori, scultori o designer, vi si riuniscono per vendervi le proprie creazioni. Sarebbe riduttivo dire che essi, padri eccentrici dell’arte moderna intesa in tutte le sue forme, si riducano solo alla mera economia: i visitatori, infatti, posso assistere direttamente alla creazione dei loro manufatti i cui banchi di lavoro si trasformano in veri e propri laboratori a cielo aperto.

Quinta tappa: Albert Cupyp Markt

L’Albert Cuyp Markt è il mercato più grande e più variegato di Amsterdam e si trova nel quartiere De Pijp. Forte del suo titolo che ormai da anni lo indica come una delle attrazioni turistiche più importanti della città, il mercato di Cuyp presenta quasi 250 bancarelle caratterizzate da ogni sorta di prodotto. Dall’abbigliamento all’elettronica, dalle verdure alle biciclette, dalla frutta esotica ai libri antichi, esso non mancherà di offrirvi qualsiasi vogliate.

Sesta tappa: Waterlooplein

Il famoso ponte di AmsterdamCercate un vinile di Jimi Hendrix? Un CD di Madonna? Vi serve un woki toki? Andate allora a Waterloo. Il nome sì, ci ricorda qualcosa di vagamente storico, ma non temete, nessuna guerra è in corso.

La Waterlooplein (“piazza Warterloo”) è, insieme a Piazza Dam, alla Rembrandtplein e alla già citata Leidseplein, una delle più famose piazze di Amsterdam. Essa si trova in quello che fu un tempo il quartiere ebraico della città e risale al 1882. Famosa per il suo Stadhuis-Muziektheater, meglio noto con l’abbreviativo di Stopera, viene spesso ricordata anche per il mercatino delle pulci che dal 1893 vi si tiene ogni giorno, dal lunedì al venerdì.

Non avete ancora trovato il vostro oggetto vintage da collezione? Scavate a fondo, immergetevi nell’atmosfera démodé del Waterlooplein. Se propri non siete riusciti a trovare nulla di interessante allora fatevi una passeggiata; a pochi passi da qui troverete la casa di Rembrandt, il Museo Storico Ebraico e la Sinagoga portoghese della città.

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Debora Manini

Debora Manini, 21 anni, innamorata dello sport ma al tempo stesso amante del cibo, studia Lettere presso la facoltà di Scienze Umane de l’Aquila con il sogno di poter lavorare in futuro nel mondo dell’editoria. Oltre ad avere un’autentica passione per i viaggi, dovunque essi conducano, adora leggere romanzi e cucinare nonostante la cucina non adori lei.

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