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Cosa Vedere a Vienna

Vienna è una delle capitali europee più amate e visitate al mondo. Non è eccessivamente grande, ha circa 1.600.000 abitanti, pur essendo comunque la capitale dell’Austria e dell’omonima regione federale, nonché la città austriaca più vasta e popolosa. La sua posizione centrale, a cavallo tra Europa occidentale e orientale, nella storia ha rappresentato motivo di vulnerabilità, certo, ma soprattutto di grande prosperità, legata anche alla presenza del Danubio. Negli ultimi due secoli, in particolare, Vienna ha raggiunto l’apogeo, diventando capitale del più potente impero europeo, quello degli Asburgo, e rappresentando uno dei massimi centri delle arti e della cultura mitteleuropea.
Il fascino straordinario di questa città dipende senza dubbio dagli echi degli sfarzi imperiali, che ancora oggi traspaiono dalla sua preziosa architettura, fatta di meravigliosi palazzi, chiese di ogni epoca e fiabeschi castelli. Eppure, sono sempre più i visitatori che apprezzano non solo le suggestioni del passato, ma anche le audaci costruzioni contemporanee, l’intensa movida notturna e la vivace attività culturale proposta da Vienna.
Insomma, la capitale austriaca è in grado di offrire emozioni per tutti i gusti, come città d’arte e di tradizione, ma anche come città centrale nell’Europa di oggi, sede tra l’altro di molteplici istituzioni internazionali.
Per riuscire ad apprezzarla a pieno occorrono almeno 3 o 4 giorni di visita, ma anche una settimana potrebbe non bastare!

La Hofburg, il Palazzo Imperiale di Vienna
La Hofburg di Vienna è stata per oltre 600 anni il centro dell’Impero Asburgico, residenza per eccellenza della casa imperiale. Da questo luogo, la potente famiglia governò dal 1283 al 1806 quello che dai tempi di Carlo Magno era detto Sacro Romano Impero, mentre dal 1806, anno dell’incoronazione di Napoleone, al 1918, anno della caduta definitiva della dinastia, fu a guida dell’Impero Austro-Ungarico. Oltre ad essere sede politica ed amministrativa, nel Settecento la Hofburg divenne residenza invernale della famiglia imperiale, che da allora infatti iniziò a trascorrere le estati nel castello di Schönbrunn, fatto costruire da Maria Teresa fuori dalla città.
La struttura della Hofburg è un grande complesso architettonico di 18 palazzi con circa 2.600 stanze, nelle quali si trovano le inestimabili ricchezze accumulate in secoli di dominio. Un simile sfarzo serviva, secondo il cerimoniale della corte asburgica, a garantire che ogni membro potesse disporre di un proprio appartamento in ciascuna delle numerose ali. Di volta in volta, ogni imperatore ha lasciato un’impronta di sé, aggiungendo un’ala, arricchendo le collezioni d’arte o abbellendo i palazzi già esistenti,  ampliamenti che si sono susseguiti fino a pochi mesi prima dello scoppio della Grande Guerra.
Tuttavia, essendo venuta a mancare una precisa pianificazione strutturale, gli edifici della Hofburg appaiono disposti quasi casualmente e senza uno stile unitario, poiché i numerosi rimaneggiamenti hanno seguito inevitabilmente gli stili di ogni epoca e i gusti degli imperatori. E’ evidente, tuttavia, che predominino gli stili Barocco e Neoclassico, che tra Sei e Settecento hanno accompagnato l’incredibile fioritura artistica della città asburgica.
Sono considerati parte integrante della Hofburg anche la Heldenplatz e i parchi Burggarten e Volksgarten, opere di Napoleone che, nel 1809, fece demolire alcune aree del complesso per dar spazio al verde.
Attualmente la Hofburg svolge varie funzioni. Oltre agli appartamenti imperiali di Francesco Giuseppe e della celebre moglie Elisabetta, detta Sissi, le innumerevoli stanze ospitano oggi la Camera del Tesoro degli Asburgo, la Biblioteca Nazionale, la famosa Scuola di Equitazione Spagnola, numerosi Musei ed enti, ma anche alcuni Ministeri, la Cancelleria e la sede del Presidente della Repubblica d’Austria.

Inoltre, a dimostrazione del costante binomio passato-presente che caratterizza Vienna, in alcuni edifici del Palazzo trova spazio anche un importante centro per fiere, congressi, concerti e altre manifestazioni.
Gli appartamenti imperiali
Nel Reichskanzleitrakt e nell’Amalienburg, si possono oggi visitare gli ex appartamenti di Francesco Giuseppe ed Elisabetta che, tra sale pubbliche e private, descrivono alla perfezione la tradizione aulica e lo stile di vita imperiale d’Ottocento. Tra gli arredi e le decorazioni, risalenti  per lo più alla seconda metà del XIX secolo, i più interessanti sono le stufe in ceramica, che venivano alimentate a legna dall’esterno attraverso appositi corridoi, per evitare di sporcare le stanze, e i lampadari in cristallo di Boemia, muniti di candele fino a fine Ottocento.


La Camera dei Tesori (Schatzkammer)
La Camera dei Tesori imperiali contiene una straordinaria collezione di oggetti preziosi, tra le più cospicue del mondo, nonostante il fatto che gli Asburgo, andati in esilio nel 1918, ne abbiano portato con sé una buona parte.
La Camera si compone di 21 sale ed è suddivisa in due parti: una è dedicata ai tesori sacri, l’altra ospita i tesori secolari.
Fra i tesori religiosi si possono ricordare la Borsa di S. Stefano, che avrebbe contenuto il sangue del primo martire cristiano, la Croce Reliquiaria contenente un frammento della Santa Croce del Golgota e un reliquiario dove sarebbe conservato un dente di San Pietro.
Fra i tesori secolari si trova anche quello del Sacro Romano Impero, di cui il pezzo più stimato è la corona che per mille anni fu l’emblema della sovranità su gran parte dell’Europa e che per molto tempo è stata considerata la corona di Carlo Magno, in realtà creata per Ottone I nel X secolo.

Inoltre, ovunque si resta meravigliati dalla quantità e dalla bellezza di ori e pietre preziose. Tra i gioielli più belli esposti c’è lo smeraldo di Colombia di 2.680 carati, la Rosa d’oro di Giuseppe di Spagna e l’Aquila Imperiale bicipite in ametista, opale e giacinto.

La scuola spagnola di equitazione
L’edificio ospita quella che un tempo era l’accademia di equitazione della casa reale Asburgo, scuola fondata nel Cinquecento e così chiamata per l’originario utilizzo di cavalli importati dalla Spagna. In seguito, furono scelti cavalli di razza lipizzano, dal caratteristico mantello grigio chiaro, così chiamata perché originaria della città di Lipizza in attuale Slovenia, dove Massimiliano II volle iniziare ad allevarla nel Cinquecento. Oggi, la scuola è specializzata nell’arte del dressage, basata sugli esercizi di bravura, e l’allevamento dei cavalli si trova a Piber in Stiria.
Il Castello di Schönbrunn
Con Hofburg, il Castello di Schönbrunn è l’altro simbolo della grande Vienna imperiale, residenza estiva degli Asburgo dal 1730 al 1918. Il complesso è uno dei più importanti monumenti austriaci, oltre che monumento nazionale, e dal 1996 è entrato a far parte della lista dei siti patrimonio culturale dell’umanità dell’UNESCO. La sua struttura è composta, oltre che dal castello vero e proprio, da un vasto parco circostante ricco di fontane e statue, da una serie di edifici annessi e da un giardino zoologico che è il più antico del mondo.
Il castello
(aperto 1 aprile – 30 giugno e 1 settembre – 31 ottobre dalle 8.30 alle 17.00, 1 novembre – 31 marzo dalle 8.30 alle 16.30 e 1 luglio – 31 agosto dalle 8.30 alle 18.00)

La parte centrale costituisce la struttura vera e propria del castello e venne costruita tra il 1696 e il 1700. Alla morte di Giuseppe I però i lavori si fermarono, finché Maria Teresa diede incarico di elaborare un nuovo progetto e continuare i lavori, che terminarono nel 1749. Fu l’imperatrice in persona a scegliere l’arredamento delle 1440 stanze, di cui oggi solo 45 sono visitabili, chiamando da tutta Europa i più celebri artisti e artigiani del tempo.
Idealmente, si potrebbe iniziare a visitare il Castello dal Cortile d’Onore, che nei giorni dell’Avvento ospita un delizioso Mercatino di Natale. Il sontuoso ingresso conduce sul lato destro allo Schlosstheater, molto amato da Maria Teresa, unico teatro barocco ancora conservato a Vienna.
Visitando i fiabeschi saloni si resta colpiti dallo sfarzo e dalla varietà di stili che li caratterizzano. Ciascuna sala o stanza, infatti, racconta delle storie, rispecchia la personalità degli imperatori che le hanno abitate. Molto semplici ed essenziali sono ad esempio quelle di Francesco Giuseppe. Tra le sale più famose ci sono la Spiegelsaal (Sala degli specchi), dove Mozart si esibì all’età di sei anni davanti all’imperatrice Maria Teresa, e la Zeremoniensaal (Sala delle cerimonie), teatro di molti matrimoni e battesimi imperiali.
Dal Cortile d’onore si accede anche alla Wagenburg, la collezione di carrozze degli Asburgo, dove si possono ammirare però anche le carrozzine e le slitte dei bambini di casa Asburgo. Tra i pezzi di maggior valore si trova la carrozza di rappresentanza di Francesco Giuseppe, la carrozza dorata di Francesco Stefano di Lorena e il carro funebre utilizzato per il funerale di Sissi e di Francesco Giuseppe.


Il parco
Intorno al 1779 il parco del castello fu aperto al pubblico e da allora è un luogo di svago molto amato dai viennesi e dai visitatori, aperto dall’alba al tramonto. Il parco, che si estende da est ad ovest per 1,2 km, e da nord a sud per circa 1 km, forma con il palazzo un tutt’uno in costante rimando reciproco, secondo la concezione barocca per cui natura e architettura devono compenetrarsi. Principio sul quale si sono basate tra l’altro anche le ultime modifiche apportate da Maria Teresa e conservate dall’attuale struttura.
piedi della collina di Schönbrunn sorge la fontana di Nettuno, ultimata nel 1780, alla cui sinistra si trova la Rovina Romana. Quest’ultima, terminata nel 1778, un tempo simboleggiava Cartagine distrutta da Ercole con un diluvio, ma dopo il 1800 assunse l’attuale nome, a simboleggiare la discendenza degli Asburgo dall’Impero Romano.
Vicino alla Rovina Romana e alla Fontana di Nettuno si trova la sorgente che da il nome al castello: Schöner Brunnen (bella fonte). Alle sue spalle si erge la collina della Gloriette, costruita nel 1775 e collegata da una scala ad una piattaforma dalla quale si gode un magnifico panorama di Vienna.
La parte occidentale del parco ospita il Tiergarten, uno dei giardini zoologici più antichi d’Europa, fondato da Francesco Stefano di Lorena nel 1752. Sullo stesso lato del parco si trova la Palmenhaus, la serra delle palme,  e la suggestiva la Casa delle farfalle (Schmetterlingshaus) nella Sonnenuhrhaus.


Il Castello del Belvedere
Il Castello del Belvedere si compone in realtà di due castelli, il Belvedere Superiore e il Belvedere Inferiore, collegati tra loro da una lunga e ampia salita trasformata in giardino.
Furono costruiti nel XVIII secolo come residenza estiva del principe Eugenio di Savoia (1663-1736), che affidò la progettazione a uno degli architetti più importanti del Barocco, Johann Lukas von Hildebrandt.
Il castello ha ampi giardini ed è uno dei più bei complessi architettonici barocchi del mondo.
La Sala dei Marmi offre una splendida veduta su tutta Vienna ed è stata sede di avvenimenti importanti nel Belvedere Superiore, usato per lo più come edificio di rapprsentanza. Il Belvedere Inferiore è da visitare soprattutto per il lusso degli appartamenti e delle sale di rappresentanza un tempo del principe Eugenio, come la Sala delle Grottesche, la Galleria dei Marmi e la Camera d’Oro.
Attualmente il castello ospita la Galleria Austriaca del Belvedere (Österreichische Galerie Belvedere), una straordinaria mostra d’arte che raccoglie opere appartenute alla potente famiglia asburgica.
Il Palazzo della Secessione
Disegnato nel 1897 dall’architetto Joseph Maria Olbrich come manifesto del movimento della Secessione, questo palazzo è uno dei capolavori architettonici dello Stile Liberty a Vienna.
Il movimento artistico e culturale della Secessione Viennese sorse all’inizio del Novecento con il motto Der Zeit ihre Kunst, der Kunst ihre Freiheit (A ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà). Di questa nuova associazione fecero parte i pittori Gustav Klimt e Egon Schiele, gli architetti Otto Wagner e Joseph Maria Olbrich e molti altri artisti che abbracciarono le stesse idee di libertà e innovazione. Essi condivisero quel nuovo stile, detto Art Nouveau, Stile Liberty o Jugendstil, a seconda dei Paesi in cui si diffuse fra Europa e Stati Uniti, che interessò tra il 1890 e 1910 le arti figurative, l’architettura e le arti applicate.
Attraverso il gruppo della Secessione, a Vienna lo Jugendstil si diffuse in modo massiccio, influenzando profondamente il volto della città. Tuttavia, quando il palazzo fu costruito, tra il 1897 e il 1898, fu accolto con orrore dai rappresentanti dell’architettura tradizionale e da molti viennesi. I critici lo paragonavano con disprezzo a un “gabinetto pubblico” o a un “magazzino”, del tutto inadeguato ad ospitare esposizioni d’arte. Infatti, esso non rappresentava soltanto la sede del movimento della Secessione, ma doveva anche accogliere le mostre dell’avanguardia viennese, rifiutata e denigrata dall’arte ufficiale.
Una delle opere più celebri di questa avanguardia è il Beethovenfries, (il fregio di Beethoven), un ciclo di immagini dipinto da Gustav Klimt, lungo 34 metri e alto 2 metri, disposto su 3 pareti di una sala interna del Palazzo della Secessione. E’ così chiamato poiché si ispira ad alcuni motivi della nona sinfonia di Beethoven e fu collocato nel palazzo nel 1902, per una mostra che rendeva omaggio proprio al famoso compositore tedesco.

Il duomo di Santo Stefano
Il duomo di Santo Stefano non è solo l’edificio religioso più grande e più bella d’Austria, ma è stata anche per secoli la chiesa “ufficiale” della casa reale degli Asburgo, in cui vennero celebrati i matrimoni di principi ed imperatori, battezzati i loro figli, conservate le urne ed i sarcofagi di nobili viennesi, di duchi e di molti degli Asburgo.
L’edificio ha dimensioni davvero eccezionali ed un maestoso campanile, il più alto d’Austria, chiamato affettuosamente dai viennesi “Steffl” e diventato il simbolo della città. Poiché durante la dominazione asburgica il duomo simboleggiava la salda unione tra Chiesa e Impero, era necessario che il suo campanile svettasse più di tutti e per questo fu imposto alla città di Linz di fermarsi due metri sotto nella costruzione del proprio. Altro simbolo di sfarzo e potere è il tetto del duomo, decorato con quasi 250.000 tegole policrome che rappresentano gli stemmi dell’Austria, di Vienna e degli Asburgo.
La prima chiesa costruita nel luogo in cui oggi si trova il duomo era una basilica romanica del 1150, di cui attualmente però non vi sono più tracce, eccezion fatta per il Portale dei Giganti (l’ingresso principale del duomo) e le due torri dei Pagani che lo fiancheggiano. Il nome curioso del Portale deriva da una tibia di mammut trovata durante i lavori di costruzione e che all’epoca si credeva la gamba di un gigante annegato durante il diluvio universale.
Tra 1300 e 1450 il duomo fu ampiamente ristrutturato, ricevendo così un po’ alla volta l’odierno aspetto gotico. Ma nei secoli successivi esso subì ulteriori ampliamenti e abbellimenti, in parte resi necessari per riparare i danni delle guerre, in parte intrapresi per la volontà dei regnanti di lasciare così un proprio segno nell’avvenire.
Come molte chiese dell’epoca romanica e gotica, anche il duomo di Santo Stefano fu costruito in modo che l’altare fosse rivolto a oriente e, nella fattispecie, in maniera che ogni 26 dicembre, festa di Santo Stefano, l’asse che va dall’entrata all’altare guardasse verso l’alba.
Il quartiere di Grinzing
Con buona probabilità, Vienna è l’unica capitale al mondo dove si coltivino le viti. Il centro di questa attività, un po’ insolita per una metropoli, è il quartiere di Grinzing, antico villaggio di vignaioli sulle pendici delle prime colline del Wienerwald, diventato nel 1893 un quartiere di Vienna. Camminando per le sue strette vie, si ha la sensazione di essere in un piccolo paese di campagna, non certo di trovarsi nel quartiere di una metropoli. Le case basse e di colori tutti diversi creano un’atmosfera quasi da fiaba.
Ma il vero fascino di Grinzing sta nei numerosi Heurigen, i locali dove per tradizione si beve il vino nuovo della stagione e si degusta una grande varietà di tradizionali piatti locali, principalmente piatti freddi con formaggi, speck, lardo, affettati, uova e diversi tipi di pane. In realtà oggi, a causa del sovraffollamento di turisti, Grinzing ha perso parte del proprio fascino e molti dei suoi deliziosi localini  sono diventati dei veri e propri ristoranti con tutto quello che offre l’ottima cucina austriaca. Tuttavia, è ancora possibile trovare posti più piccoli e tradizionali dove si respira ancora l’ambiente di una volta e, tra un bicchiere di vino e una prelibatezza gastronomica, si viene allietati dagli Schrammeln, piccoli gruppi di quattro musicisti che suonano simpatiche musiche popolari.
Oltre a Grinzing, anche altri altri quartieri di Vienna offrono queste tipiche osterie: Heiligenstadt, Sievering, Neustift am Walde, Stammersdorf, Strebersdorf, Mauer, Oberlaa e Nussdorf.


La Ringstrasse
La Ringstrasse è un anello di viali lungo 4 km che circonda il centro di Vienna. La grande via di comunicazione, voluta dall’imperatore Francesco Giuseppe, fu costruita assieme a tutti gli edifici che vi si affacciano a partire dal 1857, quando fu demolito il massiccio complesso di mura che circondava Vienna dal Trecento.
I palazzi pubblici e privati lungo il Ring seguono vari stili, dal Neogotico al Rinascimentale, dal Barocco al Neoclassico, rendendo questa via una delle più eleganti al mondo.
Ecco alcuni degli edifici principali che vi si trovano: la Vecchia Borsa, l’Università di Vienna, fondata nel 1365, la Votivkirche, fatta costruire da Massimiliano dopo il fallito attentato a suo fratello l’imperatore Francesco Giuseppe nel 1853, il Nuovo Municipio, sulla cui piazza si trova il più grande e antico Mercatino di Natale di Vienna, il Parlamento, l’Opera di Stato, il Museo di Storia Naturale e il Museo di Storia dell’Arte, situati l’uno di fronte all’altro.
E poi ancora il Parco cittadino con il monumento a Richard Strauss, i monumenti a Schiller e Goethe (uno di fronte all’altro), il monumento a Mozart, il monumento a Maria Teresa (davanti al Museo di Storia dell’Arte, infine il Café Landtmann e tanti altri tipici caffé viennesi, detti Kaffeehäuser.

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