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Storia di Trento

Come dimostrano alcuni resti rinvenuti sulla riva occidentale dell’Adige, l’area di Trento era popolata già durante il Neolitico. Tuttavia, la romana Trideum (dal nome delle tre colline che circondano la città) si affacciava sulla riva orientale del fiume, al di sotto dell’odierno centro storico. I romani la conquistarono verso la fine del I secolo a.C., dopo diverse lotte con le tribù locali. Durante questo periodo, la città ebbe notevole sviluppo economico e sociale, come testimonia un antico documento imperiale del 49 a.C., che la definisce “uno splendido Municipio”.

Dopo la caduta dell’Impero Romano, la zona fu governata in successione dai Goti, dai Longobardi e dai Franchi, divenendo poi parte del Sacro Romano Impero.

All’inizio del nuovo millennio il territorio cittadino venne smembrato, divenendo dominio in parte del Vescovato di Trento e in parte della Contea di Trento, che dal 1363 divenne parte dell’Impero Asburgico.  Il Vescovato governò la città per ben otto secoli, durante i quali ci furono due importanti rivolte: quella del 1407, guidata dal Belenzani difensore dell’antica indipendenza, e quella del 1525, la famosa “rivolta rustica”, una vera e propria rivolta popolare.

Gli anni che seguirono, con l’espansione di Venezia, portarono Trento sempre più verso l’Impero e nel 1511, dopo la riconquista di Rovereto, il Vescovato dovete  firmare un trattato di protezione con Massimiliano I d’Austria.

Tra il 1516 e il 1539 la città fu governata dal Cardinale Bernardo Clesio, promotore di un forte clima rinascimentale. Grazie a lui, Trento fu arricchì di splendidi edifici, come il nuovo palazzo nel Castello del Buonconsiglio e la chiesa di Santa Maria Maggiore, entrambi realizzati durante i preparativi per il Concilio di Trento. La città infine raggiunse il suo massimo splendore durante il governo della famiglia Madruzzo che conservò il potere per più di un secolo.

Nel 1796 la città fu conquistata dall’esercito Napoleonico ma nel 1815, con il Congresso di Vienna, Trento entrò a far parte dell’Impero Asburgico. In questo periodo, la città conobbe una forte crescita economica e urbanistica: il fiume Adige fu deviato e la città fu allargata verso nord e verso sud, con la creazione di nuovi quartieri residenziali e industriali. Inoltre, nel 1859, fu inaugurata la prima ferrovia nella Valle dell’Adige.

Durante il XIX secolo Trento (insieme a Trieste) divenne l’emblema del movimento per l’Unità d’Italia, proprio perché sotto la dominazione dell’Impero Austro-Ungarico. La dominazione austriaca terminò nel 1918 e Trento diventò parte del Regno d’Italia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, alla caduta di Mussolini, la città fu conquistata dai tedeschi diventando parte del terzo Reich insieme a tutto il Trentino Alto Adige. Parte della città subì forti bombardamenti da parte degli alleati, che danneggiarono soprattutto la chiesa di Santa Maria e diversi ponti ritenuti strategici.

Dall’instaurazione della Repubblica Italiana, Trento ha conosciuto un importante sviluppo economico, insieme alla regione Trentino Alto Adige, divenuta Regione a Statuto Speciale.

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