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Storia di Salisburgo

Le origini
Fin dal Neolitico si documentano tracce di insediamenti nell’area dell’odierna Salisburgo, che con buona probabilità fu sede di un accampamento celtico. A partire dal 15 a.C. le piccole comunità originarie confluirono in un unico centro abitato sulle rive dell’attuale fiume Salzach, chiamato Juvavum, che nel 45 d.C. divenne municipium romano. Durante il monachesimo, già dal V secolo, fu sede di comunità monacali importanti e in segutio S. Ruperto ne fece un centro di evangelizzazione.

 

Il Medioevo
Il nome della città, Salzburg (castello del sale), e quello del fiume, Salzach (via del sale), vennero assegnati per la prima volta nel 755, ad indicare la vicinanza delle miniere di salgemma e la principale attività della città, il commercio di sale appunto. Il 20 aprile del 798 Salisburgo venne nominata da Papa Leone III arcidiocesi, dietro richiesta del re dei Franchi Carlo Magno, con compiti missionari nei confronti della vicina popolazione degli Avari. Come provincia della Chiesa, comprendeva allora quasi tutto il territorio della Baviera e gran parte dell’odierna Austria. La città ebbe un ruolo molto rilevante durante la lotta per le investiture, soprattutto dopo l’inizio, nel 1077, della costruzione della Fortezza di Hohensalzburg da parte dell’arcivescovo Gebhard von Helfenstein, fortificazione al centro di aspre contese tra i prealiti che si qui si contendevano l’arcivescovato.
Tra XII e XIV secolo, Salisburgo visse momenti difficili come l’incendio del 1166, che la distrusse quasi completamente e che venne appiccato dai seguaci dell’imperatore Federico Barbarossa, o come la Peste nera, che nel 1348 uccise quasi un terzo della popolazione cittadina.


L’Età Moderna

Verso la fine del XIV secolo la città si rese definitivamente indipendente dalla Baviera e tra XV e XVII secolo visse un’esponenziale crescita ed un’eccezionale fioritura artistica. In particolare, nei primi anni del Seicento venne trasformata in stile Barocco per volere degli arcivescovi Wolf Dietrich von Raitenau, Markus Sittikus Conte di Hohenems e Paris Conte di Lodron. Quest’ultimo tra l’altro, grazie alla sua politica neutrale, riuscì a tenere Salisburgo fuori dalla Guerra dei Trent’anni.
Secolarizzato nel 1803, il Principato di Salisburgo venne inglobato nell’Impero Austro-Ungarico, ma di lì a poco, nel 1850, il territorio tornò ad essere indipendente dalla corona asburgica.

Il Novecento e la Contemporaneità
Dal 1918 Salisburgo divenne capoluogo dell’omonimo Stato Federato della Repubblica d’Austria. La popolazione della regione votò nel 1921 contro l’Anschluss con la Germania, provocando l’inizio degli anni più cupi della sua storia recente. Il 13 marzo del 1938, in seguito alla scelta di Hitler di annettere l’Austria al territorio tedesco, Salisburgo vide l’ingresso delle truppe tedesche, a cui si susseguirono eventi disastrosi: un enorme rogo di libri fu appiccato sulla Piazza della Residenza, molti cittadini ebrei ed oppositori politici vennero arrestati e deportati, la Sinagoga venne distrutta e nel 1942, sia in città che a St. Johann, furono eretti alcuni Lager. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, complessivamente quindici bombardamenti aerei americani colpirono Salisburgo, danneggiando seriamente anche alcuni monumenti del centro storico, come la cupola del Duomo e l’abitazione di Mozart.
Il 4 maggio del 1945 ci fu l’ingresso delle truppe americane nella città. Gli americani insediarono il sindaco Richard Hildmann e crearono i partiti politici SP, VP e KP. Grazie agli aiuti finanziari degli occupanti, in breve tempo Salisburgo vide una rapida ripresa economica e sociale. I primi segnali si ebbero già l’11 agosto del 1945, quando si tenne la prima rappresentazione del Festival di Salisburgo del dopoguerra, e il 26 settembre dello stesso anno, durante la conferenza dei Länder austriaci, in cui Salisburgo fu la prima Land a volere la ricostituzione della Repubblica Austriaca ed il riconoscimento del governo di Renner a Vienna. Da allora, Salisburgo è tornata a rifulgere della bellezza degli anni imperiali ed è una città ricca e prospera, tuttora considerata una delle perle dell’Europa centrale.

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