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Cosa vedere a Salisburgo

Salisburgo, in tedesco Salzburg, ovvero castello del sale, conta circa 150.000 abitanti, è situata nell’Austria centro-settentrionale, è capoluogo della regione federale del Salisburghese e sorge sul fiume Salzach, in italiano via del sale.
Dopo Vienna, è la città austriaca più visitata dai turisti di tutto il mondo, amanti dell’arte e della cultura. E’ considerata centro indiscusso della musica mondiale, nota in particolare come patria di Wolfgang Amadeus Mozart, a cui tutto, dai monumenti, alle vie, ai cioccolatini, è ispirato. Il legame della città con la musica è fortissimo, come dimostrano i numerosi Conservatori esistenti e le molteplici manifestazioni concertistiche che qui vengono organizzate, tra cui il celebre Festival Concertistico d’Estate (Salzburger Festspiele).
Salisburgo è una città deliziosa e romantica, di grande interesse storico e culturale, ricca di monumenti ed edifici antichi, che costituiscono un importante tesoro architettonico. Non a caso, è soprannominata la “Firenze del Nord” ed il suo centro storico è inserito nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Questa zona, che è la più antica della città, si estende fra il Salzach e le colline ed è meravigliosamente affollata da un pittoresco intreccio di strade, piazze con fontane, case antiche, cupole ed edifici per lo più in stile Barocco. Ma tra le parti più belle di Salisburgo ci sono senza dubbio i suoi punti panoramici, dai quali essa offre scorci così suggestivi da essere difficilmente eguagliabili.

La Fortezza di Hohensalzburg (Festung Hohensalzburg)
Uno dei punti più alti di Salisburgo è la Fortezza di Hohensalzburg (Alta Salisburgo), che domina il centro storico e offre un meraviglioso belvedere, al quale dal 1892 si può accedere anche tramite funicolare. Attualmente,con una superficie fortificata di 14.000 metri quadrati, è considerata la fortezza ancora intatta più grande del centro Europa, una delle poche a non essere mai stata espugnata o in qualche modo danneggiata.
Il castello iniziò ad essere costruito nel 1077 dall’arcivescovo Gebhard, il quale però nel 1085 fu costretto all’esilio, lasciando così il progetto incompiuto. I suoi successori lo completarono e, fra XV e XVI secolo, l’arcivescovo Leonard von Keutschach lo ampliò, dandogli l’attuale sembiante. Dal 1120 l’edificio divenne residenza vescovile ma la sua funzione mutò dalla fine dell’Ottocento quando, in luogo di fortezza difensiva, il castello divenne caserma e prigione; oggi invece ospita al suo interno un museo e varie manifestazioni durante tutto l’anno, ma soprattutto è uno dei luoghi più amati per l’esecuzione di concerti da camera.
Il complesso della Fortezza è costituito dal palazzo centrale in stile romanico, un tempo destinato all’uso abitativo, detto Hoher Stock, da numerosi edifici annessi e da una chiesa propria. Particolarmente degne di interesse sono le camere medievali del principe e il Museo della Fortezza.

Informazioni utili
Dove: Fortezza di Hohensalzburg, Mönchsberg 34
Quando: Da Gennaio ad Aprile e da Ottobre a Dicembre dalle 9.30 alle 17.00
Maggio e Giugno dalle 9.00 alle 18.00
Luglio e Agosto dalle 9.00 alle 19.00
Settembre dalle 9.00 alle 18.00
Da Ottobre a Dicembre dalle 9.30 alle 17.00
Pasqua e fine settimana dell’Avvento dalle 9.00 alle 18.00
Natale dalle 9.30 alle 14.00

Il Duomo di Salisburgo
Il Duomo è sicuramente il più importante edificio sacro di Salisburgo e ne è contemporaneamente il centro spirituale. Attraverso la sua storia, si ripercorrono anche alcune delle vicissitudini salienti della città.
Il Duomo originario fu realizzato nel 774, ma questo primo edificio venne distrutto già durante l’incendio del 1166, appiccato dai seguaci di Barbarossa, dopo il quale ci vollero dieci anni perché si riaprissero i cantieri e Salisburgo potesse avere una nuova cattedrale. Questa costruzione, che pare superasse in magnificenza e grandezza tutte le altre cattedrali imperiali, venne ancora danneggiata dalle fiamme nel 1598. L’allora arcivescovo Wolf approfittò dell’incendio per radere al suolo la costruzione, senza risparmiarne gli arredi e le opere d’arte in essa contenute, e dare l’avvio ad una nuova edificazione. Quest’ultima però non vide mai la luce, almeno fin quando, tra 1614 e 1628, non venne affidato un nuovo progetto all’architetto Santino Solari, che diede vita alla prima cattedrale barocca a nord delle Alpi. Mentre la zona circostante venne sistemata con l’apertura di quattro piazze ideate dallo Scamozzi, il Duomo assunse la forma di una grande basilica, con un’imponente cupola formata da tre absidi e una splendida facciata a due torri. Le pareti vennero interamente riempite di decorazioni a fresco e a stucco ancora oggi ben conservate. Dopo la seconda ricostruzione del 1628, il Duomo di Salisburgo fu nuovamente danneggiato, questa volta da una bomba della Seconda Guerra Mondiale, che ne distrusse la cupola e il presbiterio. I lavori di ricostruzione, terminati nel 1959, hanno restituito alla cattedrale il suo aspetto attuale, consacrandola per l’ennesima volta a santuario prediletto della città.
Alcuni degli oggetti più pregevoli del Duomo di Salisburgo sono il tesoro di epoca carolingia, le magnifiche porte d’ingresso, lo splendido organo principale, circondato da angioletti che suonano, e il fonte battesimale in cui fu battezzato lo stesso Wolfgang Amadeus Mozart. Il celebre musicista, proprio in qualità di organista del duomo e di primo violino, scrisse per Salisburgo numerose ed eterne composizioni di musica sacra.

Il Palazzo della Residenza
Il Palazzo della Residenza, affacciato sull’omonima piazza, fa parte degli edifici storici più importanti del centro storico di Salisburgo, un tempo sede dei principi arcivescovi che governavano Salisburgo. Da questo luogo, a partire dalla nascita del principato ecclesiastico fino al passaggio di Salisburgo all’Impero Austriaco, sono state decise le sorti politiche della città.
Le prime testimonianze dell’arcivescovado nel Palazzo della Residenza risalgono addirittura al Medioevo. Da allora, ogni principe ha messo mano alla sua struttura, modificandola secondo il proprio gusto. Gli abbellimenti più rilevanti però sono da attribuire agli arcivescovi più influenti sulla vita artistica della città: Wolf Dietrich von Raitenau, che lo fece costruire nel XVI secolo e a cui si deve lo stampo barocco dell’edificio, Paris Lodron e Franz Anton Harrach, i cui stemmi sovrastano l’entrata di marmo della Residenza, situata sull’omonima piazza cittadina.
Data la sua posizione e la sua magnificenza, il palazzo è stato un’importante vetrina di rappresentanza durante tutta la storia imperiale di Salisburgo. Qui venne accolto Napoleone III dall’Imperatore Francesco Giuseppe nel 1867 e qui la Dieta salisburghese giurò fedeltà all’Imperatore d’Austria Francesco I, segnando la fine del principato ecclesiastico e l’annessione della città all’Impero. Oltre a ricevere le delegazioni diplomatiche in visita alla città, la Vecchia Residenza ospitò per quasi trent’anni la regina Carolina Augusta, quarta moglie di Francesco I, che qui stabilì la sua residenza estiva. Dobbiamo a lei tra l’altro la creazione del Salzburger Museum, nominato “Carolino Augusteum” proprio in suo onore e situato nell’antistante Nuova Residenza, vicino Mozartplatz.
La Residenza conta al suo interno oltre 180 stanze, di cui 15 saloni di gala del piano nobile sono tuttora utilizzati come luoghi di rappresentanza e di mostre, o vengono affittati per manifestazioni private di ogni genere; altre stanze ancora ospitano l’Università cittadina.
Va ricordato che in questo palazzo si esibì lo stesso Mozart. In particolare, egli debuttò all’età di 6 anni nella Sala del Consiglio e successivamente suonò in vari concerti: il 20 dicembre 1775 nella Sala delle Conferenze eseguì per la prima volta il Concerto per violino in La maggiore, altre volte si esibì nella Sala dei Cavalieri, che per l’eccezionale acustica è tuttora sede di molti concerti.

Informazioni utili
Dove:  Salzburger Residenz, Residenzplatz 1
Quando: Tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00; chiuso le due settimane prima di Pasqua e durante le manifestazioni

Il Castello Mirabell
Il Castello Mirabell è tuttora uno straordinario esempio di lusso e bellezza. Si trova nel centro storico della cittá, anche se non è sempre stato all’interno del contesto cittadin.
In origine, infatti, era situato fuori dalle mura e doveva servire come residenza nobiliare per Salome Alt, amante dell’allora signore di Salisburgo, il principe arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau, e per i loro 15 figli illegittimi. Costretto ad abdicare nel 1612, il prelato fu rinchiuso nello stesso palazzo, mentre al suo posto regnava sulla città di Salisburgo il cugino, l’arcivescovo Markus Sittikus von Hohenems. Fu quest’ultimo a dare all’edificio il nome di Palazzo Mirabell, mentre fino alla morte di von Raitenau esso si era chiamato Palazzo Altenau.
Nel corso del XVII secolo, l’ingrandimento della città portò il palazzo ed il suo giardino all’interno delle mura cittadine e in seguito, nel 1727, esso subì  modifiche ed abbellimenti in chiave barocca, fino ad assumere l’aspetto attuale. Una delle componenti più affascinanti del Castello è il magnifico Giardino sede, tanto quanto Mirabellplatz, di un Mercatino di Natale.
Nel Giardino si trovano statue classiche, meravigliosi giochi d’acqua, il Giardino degli gnomi e il Museo Barocco. Nonostante lo sfarzo, oggi il palazzo appare comunque molto più semplice e disadorno di quanto non fosse in passato. Questo si deve alla scelta architettonica operata da Peter de Nobile, architetto di corte, ma certamente anche all’incendio del 1818, che risparmiò per fortuna la monumentale scalinata di Lukas von Hilldebrandt, con le sculture degli angeli di Georg Raphael Donner, e la sala dei marmi a cui essa conduce.
Oggi nel Palazzo Mirabell si trovano gli uffici del Sindaco di Salisburgo e la sala delle feste viene utilizzata per la celebrazione dei matrimoni civili.

Il Castello Hellbrunn
Nel 1612, pochi mesi dopo la sua ascesa al trono, il principe arcivescovo di Salisburgo, Markus Sittikus von Hohenems, diede incarico di costruire una villa suburbana ai piedi di una collina ricca di sorgenti chiamata Hellbrunn. Quale estimatore dell’arte e della cultura italiane, Markus Sittikus affidò la costruzione del palazzo al famoso Santino Solari, già architetto del Duomo. L’obiettivo era quello di costruire un edificio che, per quanto adibito a residenza estiva, in fasto e dispendiosità non avesse nulla da invidiare ai suoi splendidi modelli italiani. E così, in tempi di costruzione relativamente brevi, al margine sud di Salisburgo venne realizzato un gioiello architettonico che ancora oggi viene annoverato tra i più splendidi edifici rinascimentali a nord delle Alpi.
Sin dall’inizio l’acqua fu un elemento determinante per l’architettura del palazzo e soprattutto del suo meraviglioso Giardino all’italiana. Le numerose sorgenti del monte Hellbrunn, infatti, garantirono la realizzazione di spettacolari giochi d’acqua, dotati di grande vitalità. Nell’ombra di alberi e cespugli oppure zampillanti da nascondigli insospettati, i giochi d’acqua erano l’attrazione principale fra gli svaghi degli ospiti di Hellbrunn. Anche oggi, grazie al perfetto stato di conservazione, si possono contemplare, quasi immutati, gli zampilli e i giochi meccanici frutto dell’ingegneria idraulica.
Tutto ciò dimostra che Hellbrunn raramente abbia svolto una funzione di vera e propria residenza arcivescovile e che, piuttosto, il castello sia stato luogo di grandi festeggiamenti, di sontuosi spettacoli e di manifestazioni culturali. Insomma, già 400 anni or sono il Castello di Hellbrunn era stato pensato per accogliere la mondanità e gli eventi di respiro internazionale, il che lo rende ai giorni nostri un luogo assolutamente popolare e al passo con i tempi! Se però i visitatori dell’epoca venivano a Hellbrunn in gita, per andarvi a caccia o partecipare a ricevimenti eleganti, oggi vi si recano per convegni, seminari ed eventi di società.

La casa natale di Mozart
W. A. Mozart nacque il 27 gennaio 1756 al numero 9 di Getreidegasse.
La famiglia Mozart allora abitava al terzo piano di questo palazzetto borghese costruito prima del 1400 nel cuore della vecchia Salisburgo. Ma Wolfgang Amadeus, ultimo di sette figli, non vi rimase molto a lungo poichè il padre Leopold, al servizio del principe arcivescovo come direttore della cappella di corte, poté ben presto permettersi di traslocare con la famiglia in una casa più grande nella Makartplatz e, da quel momento, si dedicò all’educazione musicale di Amadeus e della sorella Nannerl, la quale dovette però abbandonare la carriera musicale per sposarsi.
Da allora, il palazzetto nella Getreidegasse con il suo bel cortile interno non è cambiato molto, a parte la facciata Rococò rifatta in stile classicheggiante. L’edificio appartiene oggi alla Fondazione Internazionale Mozarteum, che dal 1880 ne ha fatto un museo dedicato al musicista. Al suo interno si trovano alcuni dei più inestimabili oggetti appartenuti al genio musicale, come il violino utilizzato da bambino, il violino da concerto, il clavicembalo, il pianoforte a martelli e poi manoscritti, lettere e ritratti della famiglia Mozart.
Al primo piano il museo è articolato secondo tre tematiche: “Mozart e l’Università di Salisburgo”, “L’amicizia fra Mozart e alcune famiglie salisburghesi” e “La musica sacra e il culto dei santi”. Inoltre, dal 1981 questa parte della casa natale di Mozart ospita delle esposizioni straordinarie annuali curate dalla Fondazione Internazionale del Mozarteum e aventi sempre come argomento la vita del compositore.
Il secondo piano è dedicato al tema “Mozart a teatro“. In numerosi diorami (palcoscenici in miniatura) viene illustrata la storia della ricezione delle opere di Mozart e vengono documentate le svariate forme di interpretazione del tempo.

La casa di Mozart in Makartplatz
In questa abitazione  la famiglia Mozart visse dal 1773 al 1787.
La necessità di traslocare dall’abitazione di Getreidegasse dipese in gran parte dalla carriera artistica dei Mozart. Già nel 1765, infatti, quando Amadeus aveva circa 9 anni, Leopold lamentava la carenza di spazio per sé e per i propri figli, che necessitavano di stanze private per esercitarsi e lavorare senza ostacolarsi l’un con l’altra.
La casa di Makartplatz si rese disponibile nel 1773 e la famiglia Mozart vi si trasferì al ritorno da un viaggio a Vienna durato alcuni mesi. L’abitazione rimase proprietà dei Mozart per lunghi anni, sebbene in gran parte vi sia vissuto il solo Leopold a causa della morte della moglie, avvenuta nel 1778, della partenza del figlio Amadeus nel 1780 e del matrimonio della figlia Nannerl nel 1784.
Dopo la morte di Leopold, la casa fu abitata da nuovi proprietari fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando nel 1944 una bomba ne distrusse due terzi. Seguendo i vecchi progetti però fu possibile ricostruirla e l’inaugurazione ha avuto luogo il 26 gennaio 1996.
Nel 1989 tutta la palazzina venne rilevata dalla Fondazione Internazionale Mozarteum, che l’ha trasformata nell’attuale museo.

La Getreidegasse
La Getreidegasse è la strada più affascinante di Salisburgo: una via piena di negozi, ristoranti tipici e cioccolaterie, dalle cui vetrine campeggiano praline di ogni tipo, prime fra tutte le immancabili Palle di Mozart. Oggigiorno la maggioranza dei turisti è attratta da questo angolo di città proprio per lo shopping anche se, distogliendo lo sguardo dai negozi, è possibile ammirare la bellezza architettonica degli edifici e la peculiarità dei particolari. Le sue decorazioni in ferro battutto e le sue ricche facciate risalgono al XVI secolo, anche se ulteriori cambiamenti sono stati apportati nel corso del XIX secolo. Tuttavia le sue origini sono senza dubbio medievali. Sulla Getreidegasse si aprono importanti palazzi ed edifici storici, il più importante dei quali è la Casa Natale di Mozart, al numero 9. La particolarità di queste costruzioni è di essere alte e strette, con finestre che diventano sempre più piccole dal primo piano verso l’alto. All’apparenza esse appaiono molto poco spaziose, ma in realtà si estendono posteriormente aprendosi nei cortili.
I cortili si sono andati sviluppando nel tempo, diventando logge che collegano gli appartamenti signorili con quelli di servizio e con i depositi, nei quali, in tempi attuali, sono sorti negozi organizzati in vere e proprie gallerie coperte.

 

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