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Storia di Praga

Sulla nascita di Praga vigono due leggende. La prima sostiene che a costruirla fu la principessa Libuse, la seconda che siano stati gli Ebrei, cacciati nel 70 d.C. dalla Palestina dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme.
Quel che è certo è che il suo territorio ha lasciato tracce di insediamenti umani fin dalla Presitoria, data la posizione particolarmente favorevole. In effetti, Praga sorge in un punto di facile guado della Moldava e, trovandosi su un fiume, gode già in partenza di molti vantaggi. Si potrebbe quasi dire che fu predestinata ad una storia gloriosa e alla vocazione da capitale, politica e culturale, come infatti è stata nei secoli. Senza dubbio, ad aiutarla in questo fu anche la posizione strategica, che l’ha collocata fin dall’antichità al centro di una rete di scambi di merci e di idee molto ricca. Ciò ha originato una cultura particolare, data da un fruttifero miscuglio di differenti istanze religiose, filosofiche ed artistiche. Questo suo carattere è ben evidente dalle diversità dei suoi quartieri (Hradcany, Mala Strana, Stare Mesto, Nove Mesto), che fino alla fine del Settecento erano città tra loro indipendenti. La sua floridità l’ha resa un centro indiscusso dell’arte e della cultura in Europa, tanto che è definita da alcuni la “Roma del Nord”. Spesso, essa è stata anche l’ambientazione ideale di alcune opere artistiche di rilievo: si pensi al Don Giovanni di Mozart, al Faust di Goethe o alle opere di Franz Kafka.

Il periodo di maggiore sviluppo della città coincise col regno di Carlo di Lussemburgo, che riunì le tre parti della città, la Vecchia, la Nuova e Malà Strana, fondò l’Università, e nel 1355, ottenuta la corona imperiale col nome di Carlo IV, ne fece la capitale del Sacro Romano Impero.

In Età Moderna, prima di diventare capitale della Cecoslovacchia, essa fu il centro politico-commerciale più importante della zona ceca.
Dopo la Prima Guerra mondiale, con il crollo dell’Impero asburgico, divenne capitale del nuovo Stato Cecoslovacco.
Ma Praga è anche detta città del “socialismo dal volto umano”, che durante la guerra fredda portò alla cosiddetta Primavera di Praga, ovvero una fase di liberalizzazione che nel 1968 allentò per qualche mese la pressione del comunismo. Questa ventata di libertà fu però stroncata dall’occupazione subita in quello stesso anno dai carri armati russi, invasione che allontanò ancora di qualche anno il momento della liberazione definitiva, quello cioè della “rivoluzione di velluto”, che ha condotto il Paese fuori dal comunismo ed ha aperto con una ventata di libertà le porte della città.

Dopo la caduta del muro e qualche anno di ristabilizzazione, nel 1993 la Cecoslovacchia si suddivise, in modo del tutto pacifico, in Repubblica di Slovacchia e in Repubblica Ceca (o Cechia).

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