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Storia di Merano

In età romana la zona dell’attuale Merano era detta Maia e si trovava sul confine tra la provincia della Rezia e la decima regione, la Regio Venetia/Istria, per l’esattezza ai margini settentrionali del municipium di Trento.
In epoca tardo-antica vi si sviluppò il castrum Maiense, un insediamento fortificato situato all’incirca nei pressi della rocca dell’attuale castel San Zeno (Zenoberg). Nella cappella del castrum furono sepolti San Valentino di Rezia (fine del V secolo) e San Corbiniano di Frisinga (attorno al 730).
Nel Duecento, sotto la guida dei conti del Tirolo, in particolare con Mainardo II, Merano conobbe un primo  importante sviluppo che la portò in seguito, dal 1418 al 1848, ad essere capitale della contea del Tirolo.
Essa crebbe in particolare nel corso del XVIII secolo, divenendo una vera e propria città. L’antico nucleo urbanistico, infatti, si espanse al di fuori del perimetro delle mura, su modelli urbanistici di derivazione viennese e salisburghese, e la città assunse l’attuale caratteristica fisionomia.
Dopo aver fatto parte per secoli dell’Impero Austro-Ungarico, in seguito alla Prima Guerra mondiale Merano, come tutta la parte meridionale del Tirolo, venne annessa all’Italia.
Si ricorda che dall’Ottocento essa è anche un importante luogo di cure e di villeggiatura, ospite di molti grandi personaggi della politica e della cultura. Grazie al suo clima mite e salubre e grazie alle celebri Terme, essa è divenuta una delle mete più frequentate dai turisti in Alto Adige, a maggior ragione dal 2005, quando le Terme cittadine sono state riaperte e rese anche più attraenti dalla presenza di un lussuoso hotel all’interno.

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