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Storia di Livigno

Livigno è stata per secoli un villaggio alquanto isolato ed ignorato. Nel VIII secolo, per circostanze insolite e ridicole, il territorio passò di proprietà dal Convento dei Cappuccini di Mazzo alla Comunità di Bormio in cambio d’una botte di vino!

Verso il Trecento, il villagio cominciò ad assumere le sembianze di un centro stanziario, con residenti stabili ed organizzati. Essi ottennero dai vicini Grigioni (Leghe Grigie) il permesso di vendere sui loro mercati i loro prodotti agricoli (lana e pellami), ottenendo in cambio l’autorizzazione ad importare polvere nera e sale, esenti dai dazi applicati ad altri confinanti.

I rapporti sociali, economici e politici erano scarsi e l’isolamento geografico naturalmente non aiutava il progresso e la crescita culturale. Gli abitanti di Livigno però intrattenevano buoni rapporti con l’area dei Grigioni, molto più di quanto non facessero con i padroni di Bormio, coi quali era in atto un contenzioso permanente. Inoltre, con l’Engadina esistevano scambi di denaro, mediante prestiti e depositi, e l’assistenza sanitaria si appoggiava prevalentemente ai medici svizzeri, ritenuti più esperti dei “mali” e delle cure in uso a quei tempi. La lana prodotta dalle pecore allevate in Livigno, veniva trasportata a Taufers (l’attuale Tubre) per venderla ai mercanti che rifornivano i lanifici della Repubblica di Venezia.

Tra ‘600 e ‘700, in diversi momenti gli abitanti di Livigno, con l’appoggio dei Grigioni e contro il potere di Bormio, riuscirono a realizzare per sé diverse forme e concessioni di autonomia, soprattutto sugli interscambi di merci in esenzione dai dazi, sui sentieri di percorrenza e sulle fonti d’acquisto.

Verso la fine del 1700 l’Impero d’Austria riconobbe ufficialmente le autonomie e le franchigie della Comunità di Livigno. Nel 1805 il Comando Napoleonico di Morbegno emise un decreto di riconoscimento ufficiale delle franchigie di Livigno. Decreto che fu prontamente riconfermato dall’Impero d’Austria nel 1818. Da questa data iniziò l’attività politica dell’Amministrazione Pubblica di Livigno a tutela delle proprie franchigie, dei propri contingenti di importazione e di esportazione in esenzione dai dazi, tuttora in auge.

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