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Storia di Dresda

La prima comparsa del nome di Drezd’any, un piccolo borgo con castello nelle terre di proprietà del Margravato di Meissen, risale al 1206. Nel XV secolo, con la divisione dello stato territoriale dei Wettin,  Dresda divenne definitivamente residenza principale della linea Albertina dei potenti duchi sassoni. Ciò segnò l’inizio di un’inarrestabile ascesa politica, artistica, cultura ed economia. Ma la grande fioritura barocca della città è legata inevitabilmente al suo sovrano più celebre, Augusto il Forte, che realizzò la maggior parte di quelle maestose opere architettoniche e di quelle sfarzose collezioni che ancora oggi rappresentano il vero tesoro della città.
Nel 1806 la Sassonia si alleò con Napoleone e venne elevata a Regno, ma in seguito, con il trattato di Vienna, essa dovette cedere due terzi dei propri territori, riducendo così il suo ruolo nel quadro culturale e politico europeo. Tuttavia, l’accorta politica dei suoi reggenti fece sì che anche nella Germania ormai alle soglie della Repubblica la Sassonia riuscì a mantenere lo status di Regno.
La situazione degenerò però con la Prima Guerra mondiale, con la conseguente crisi economica e, quindi, con l’ascesa del Nazismo.
Nelle fasi conclusive della Seconda Guerra Mondiale Dresda subì un terribile bombardamento, che la colpì il 13 febbraio del 1945. Dopo l’episodio, governo e cittadini si accordarono sulla volontà di riportare la propria città a ciò che essa era prima della guerra.
Questo sforzo collettivo ha riportato lentamente Dresda fra le più belle e più ricche città d’Europa.

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