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Storia di Brno

Brno cresce ai piedi dei colli Spielberg e Petrov, siti colonizzati fin dall’antichità. Il primo insediamento, infatti, fu fondato proprio sotto i due colli, alla confluenza tra i fiumi Svitava e Svratka.
La  città vera e propria cominciò ad affermarsi a partire dal XI secolo, quando vi fu costruito il castello dei principi feudatari della Moravia, e crebbe fino a diventare nel XII secolo sede dei Magravi.
Ai primi del ‘200 Venceslao I iniziò la costruzione della cinta muraria.
Nei secoli successivi furono molti i tentativi di assedio alla città, che nel 1645 bloccò l’avanzata delle truppe svedesi dirette a Vienna, e che resistette nel 1742 all’attacco degli eserciti prussiani, ma che fu costretta a capitolare di fronte alle imponenti armate napoleoniche nel 1805.
Nel 1820, sotto il dominio asburgico, la fortezza dello Špilberk venne trasformata in carcere, diventando celebre per l’importanza dei personaggi politici e degli esponenti della Carboneria che vi furono rinchiusi. Con lo scoppio della rivoluzione industriale la città divenne un dei centri più industrializzati d’Ungheria, traendo benefici economici che si protrassero fino alla fine della I Guerra Mondiale, tragicamente persa dalla forze della Triplice Alleanza, che segnò il passaggio di Brno alla Cecoslovacchia e, dopo la divisione del 1993, alla Repubblica Ceca.
Attualmente Brno ha definitivamente superato i problemi causati dai decenni di regime sovietico, affermandosi come centro commerciale molto attivo, tanto che talvolta viene chiamata la “Manchester ceca”, perché anche oggi ospita diverse fabbriche conosciute a livello mondiale.
Inoltre, la città ha riqualificato i quartieri centrali danneggiati dai bombardamenti della II Guerra Mondiale e dall’occupazione russa, così da farne una meta turistica di tutto rispetto.

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