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Storia di Levico Terme

I primi insediamenti stabili nella zona di Levico si possono ricondurre all’Età del Ferro, anche se un vero e proprio insediamento organizzato si ha solo in epoca romana. L’etimologia del nome è tuttora oscura, anche se ci sono alcune interpretazioni che fanno derivare Levico dal latino laevus vicus, col significato di villaggio sinistro (a sinistra del Brenta) o villaggio elevato (sulle pendici del Monte Fronte).
Nel 1027, con la donazione dell’imperatore Corrado II il Salico al vescovo Udalrico II, fu istituito il Principato Vescovile di Trento, che comprendeva anche i territori di Levico. La cittadina prese parte all’insurrezione di Rodolfo Belenzani per l’affermazione delle libertà comunali nel 1407, mentre nel 1525 i Levicani furono tra i primi fautori della cosiddetta “guerra rustica”, una rivolta dei contadini della Valsugana contro il Capitano Vescovile di Trento.
Nel corso del XVIII secolo, tramite alcune pubblicazioni scientifiche, si diffusero le prime notizie sulle proprietà terapeutiche delle acque minerali arsenico-ferruginose sgorganti da sorgenti della zona del Monte Fronte. Successivamente, nel 1860, venne costituita una società balneare per le cure e sorsero stabilimenti termali presso Vetriolo, da cui l’acqua veniva portata a valle verso il cosiddetto Stabilimento Vecchio in paese.
Nel 1778 la Valsugana fu ceduta alla Casa d’Austria e l’Imperatrice Maria Teresa prese possesso di Levico nel 1779. Nel settembre 1796 Napoleone, dopo aver vinto gli Austriaci nel Veneto, salì fino a Trento lungo la Valsugana trovando una leggera resistenza austriaca proprio a Levico. La cittadina seguì poi le sorti del Trentino per quanto riguarda gli sconvolgimenti politici del periodo napoleonico e della Restaurazione.
Durante la Prima Guerra Mondiale la città si trovava proprio sulla linea del fronte, come tutta la Valsugana, e la popolazione fu evacuata e dislocata in zone più interne dell’impero austro-ungarico. Nella Seconda Guerra Mondiale Levico fu toccata solo in maniera relativa, almeno fino all’8 settembre 1943 quando, insieme al resto del Trentino, entrò a far parte del cosiddetto Alpenvorland, territorio annesso al Reich nazista. Da quel momento i bombardamenti che la colpirono furono pesanti, soprattutto quello del 15 marzo 1945, che distrusse lo Stabilimento Termale e l’Albergo Regina, all’epoca uno dei più lussuosi e rinomati del Trentino, al cui posto venne costruito, negli anni ’60, il nuovo palazzo delle Terme.

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