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Il Castello di Brunico, l’uomo e la montagna

Il Castello di Brunico
Brunico
, borgo sudtirolese di indiscussa bellezza, sorge al bivio tra la val Pusteria e la valle Aurina, posizione che lo consegnerà alla storia come ganglio commerciale importantissimo per i traffici tra la vicina Repubblica di Venezia ed il Tirolo.

Attestata la sua presenza da documenti tardo duecenteschi, conserva, come spesso accade nelle città del Sudtirolo, i suoi strati storici con la moderna urbanizzazione in un’armonia ed un senso di cura indicibili. Al di sopra del borgo interamente pedonale, il Castello di Brunico, semplicemente, è: con qualsiasi tempo ed a qualsiasi ora, si può percepire la sua bianca presenza, la sua austera guardia sopra l’abitato. Il Castello, anche nella nebbia fitta che a volte avvolge il piccolo dosso che lo ospita, pare emanare un diafano bagliore, un’affermazione sensibile della sua esistenza, che osserva e protegge la vita che brulica ai suoi piedi.

Esploriamo il Castello di Brunico

Portale del CastelloAll’interno del Castello di Brunico, visitabile con una guida, si possono respirare il profumo del legno, dei broccati, degli antichi mobili e soffitti, degli oggetti e documenti che hanno segnato gli intrecci di questo edificio con la vita vescovile che lo ha popolato fino al secolo scorso. Entriamo in questo Castello attraverso il portale sud, un ponte levatoio oggi non più funzionante, per entrare nel piccolo cortile, dal quale accediamo alla torre circolare, che ci porta negli ambienti superiori.

A destra di questa torre troviamo le stanze dei vescovi, in quella di sinistra gli appartamenti dell’attuale amministratore, unita agli appartamenti del personale che lavorava all’interno dell’edifico. Scaldati dalle meravigliose stufe coperte, decorate con ceramiche elaborate e dotate di un’efficienza estremamente superiore al più conosciuto caminetto, si può lasciare libera l’immaginazione, cercando di scoprire, lasciandosi narrare, come fosse possibile la vita senza elettricità.

Compiacersi della grandiosità delle soluzioni semplici, le invenzioni tecnologiche, oggi diremmo di “efficienza energetica”, e lasciarsi affascinare da come il cervello dell’uomo, abitando in un luogo da sempre ostile, quale la montagna, abbia trovato lungo il suo tempo, durante le innumerevoli vite trascorse, più soluzioni che problemi.

Il Castello, l’uomo e le montagne

Il rapporto tra uomo e montagna è ciò che unisce saldamente la storia quasi millenaria del Castello di Brunico con un sudtirolese d’eccezione: dal 2011, infatti, un’ala del Castello ospita uno dei cinque musei della montagna voluti da Reinhold Messner, alpinista di fama internazionale, che vuole raccontarci in questo specifico museo proprio del rapporto tra montagna e uomo.

Torre centrale del CastelloEntrare in un museo spesso equivale a lasciare fuori dalle sue porte la propria vita, intesa come il frenetico susseguirsi di eventi, di attività, di incombenze; e, quasi in un rituale battesimale, spogliarsi dei rumori del mondo per predisporsi all’ascolto, alla ricezione.

Nel Messner Mountain Museum si rischia di uscirne commossi, fieri di essere parte di una delle specie animali che più di ogni altre vive la contraddizione tra la propria vita ed il territorio che la ospita. L’alpinista Reinhold, dopo anni passati a giocare con i propri limiti, si impegna a raccogliere i tratti culturali di tutte le popolazioni che hanno a che fare con la montagna: Beduini, Walser, Touareg, Sherpa, Turkmeni, Massai, Mongoli.

Venticinque “quaderni”, uno per ogni popolo, in cui si raccontano cultura e vita di venticinque popoli di montagna, portando a testimonianza oggetti, documentari, ma anche e sopratutto incontri tra persone in carne ed ossa: ogni anno infatti una delle popolazioni raccontate nel Castello di Brunico è ospite della struttura per narrare, confrontare, svelare i segreti della sua cultura, annullando per un attimo le immense distanze che ci separano. Dalle lontane vette himalayane ci accompagna nel viaggio dell’uomo e sopratutto nell’uomo, per ritrovare gesti e quotidianità che possiamo trovare anche negli “alpini”, quella schiera di piccole comunità che ancora oggi punteggia le nostre montagne.

Cosa ci insegna il Museo della Montagna, all’interno del Castello di Brunico?

Il centro di BrunicoIl Messner Mountain Museum ci restituisce una grande lezione: come cioè il rapporto dell’uomo con la montagna sia difficoltoso, duro, ma pervaso da una passione, da una linfa vitale che non sempre ricordiamo. Il battere delle scuri nelle vicine abetaie, il fresco dei temporali estivi, l’umido ed il caldo nelle torride giornate; la lana, tosata in tarda estate e lavorata al caldo delle case, durante tutto l’inverno. Il lino, raccolto e battuto per tutti i mesi estivi e poi pazientemente filato, tessuto, cucito e confezionato.

Spogliati dei nostri riti, dei nostri comfort, ci troviamo catapultati in un mondo davvero non lontano, che ci stacca solo di qualche lustro, che va scomparendo come una nuvola tardiva, dietro una montagna. Ci troviamo immersi nei tratti simili delle comunità alpine: dove ogni comodità è guadagnata con un grande sforzo, con la lentezza dei tempi delle stagioni, con il rispetto di accettare la grande mano del tempo che ti spinge oppure ti trattiene.

Questo è il Castello di Brunico, questa è Brunico. Una città che sono felice di aver visitato, di aver vissuto, è un borgo che vale la pena vivere in silenzio, osservandola nei cambi di stagione, con i colori che solo l’Alto Adige sa regalare.

Il Castello e i dintorni, un esempio di armonia

Interno del Castello con stubeUna parola per descrivere Brunico è “armonia”, ed il suo Castello non fa eccezione alcuna. Nato come residenza estiva vescovile (lo stesso nome Brunico deriva dal nome del vescovo Bruno von Kirchberg, fondatore del Castello) ora ospita reperti da religioni dei cinque continenti. Pare strano, ma la grande forza del Castello, di Brunico, e della stessa regione, è il riuscire, sotto la protezione di valori ferrei, a conciliare il mutamento del tempo con le tradizioni, il territorio, il passato.

Pare strano, ma non è difficile vedere convivere ragazzi in piena moda hi-tech con l’ancora presente, viva, pulsante vita agreste. Qui potrete respirare il meglio del lavoro di insegnamento attuato dallo scorrere del tempo, che è quello di rendere saggi tutti i suoi allievi. L’invito è quello di venire a scoprire questo gioiello, per venirne trasformati, guadagnare consapevolezza.

Sfruttato fin nei suoi più remoti angoli per metterlo al servizio del turista, del curioso, dell’appassionato. Quando una realtà come questa riesce a comunicare a tutti, appassionando il bambino come il genitore o il nostalgico vegliardo, merita davvero il nostro tempo, i nostri occhi, il nostro cuore.

Orari e costi del Castello di Brunico e del Messner Mountain Museum Ripa

Orario d’apertura:

Dal 26.12.2014 il museo rimane aperto fino al 25.04.2015
ogni giorno dalle ore 12.00 alle ore 18.00
Martedì il Castello rimane chiuso

Dal 10.05.2015 il museo rimane aperto fino al 01.11.2015
ogni giorno dalle ore 10.00 alle ore 18.00
Martedì il Castello rimane chiuso

Ultimo ingresso alle ore 17.00

Ingresso:

Adulti 9,00 Euro
Bambini 4,00 Euro
Studenti / Anziani 7,50 Euro
Gruppi di almeno 15 persone 7,50 Euro
Carta famiglia 20,00 Euro

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D'ario

Sono D'ario, amo viaggiare con il corpo e con la mente. Dei posti che visito amo scoprire due tipi di luoghi: dove gli uomini "fanno", vecchie botteghe, vecchi saperi, vecchi gesti; e dove gli uomini pregano. Perciò amo i santuari, gli eremi, le cattedrali, le chiese di campagna, i monasteri. E tutto ciò che avvicina l'uomo al senso del tempo e dello scorrere della vita.

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