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Storia di Vienna

Le origini
I primi insediamenti umani nell’area che oggi si riconduce a Vienna risalgono al Paleolitico. Notizie successive sono datate 800 a.C. e testimoniano lo stanziarsi di popoli di origine celtica.

In età romana, la zona divenne sede di una legione che nel 100 d. C. vi eresse un campo militare denominato Vindobona, utile a proteggere la vicina Carnuntum. L’originaria struttura romana era un quadrilatero circondato da mura, di cui alcuni frammenti sono ancora visibili oggi, così come in alcune stradine dell’attuale centro di Vienna è ancora visibile l’antico assetto urbanistico. Secondo alcune fonti, Vindobona era un nodo cruciale nella Gallia Transalpina, dal momento che è possibile che l’imperatore Marco Aurelio vi sia morto nel 180 d.C., durante la seconda spedizione germanica.

Il piccolo centro militare ben presto fu raggiunto anche da civili, che vi si stanziarono contribuendo così a popolarlo velocemente, tanto che nel 300 d.C. esso contava già 20.000 abitanti.

La posizione molto esposta da cui Vindobona fu caratterizzata fin dalle origini, fu spesso motivo di invasioni da parte di varie popolazioni in marcia verso l’Europa, tra cui Longobardi, Magiari, Slavi e Unni. Questi ultimi la distrussero e per secoli la città faticò a riconquistare centralità.

Il Medioevo
Fondamentale fu, nell’VIII secolo, il suo inserimento voluto da Carlo Magno nella Marca Orientale del Sacro Romano Impero. In questo modo, infatti, Vienna riottenne la sua posizione di primo piano nella zona, ma dovette comunque far fronte alle invasioni degli Ungheresi. Tuttavia, nel 955, Ottone I imperatore del Sacro Romano Impero li scacciò definitivamente, ricostituendo la Marca e donando Vienna nel 976 alla dinastia dei Babenberg. Questa operazione diede a Vienna il ruolo primario che le spettava, ma non mise fine alle costanti pressioni ungheresi che, anzi, nel 1246 ebbero la meglio, poiché finì la dinastia e cominciò il cosiddetto Interregnum, durante il quale si succedettero governanti boemi.

La situazione svoltò in maniera decisiva nel 1278 con Rodolfo I d’Asburgo, che diede inizio al secolare dominio asburgico sull’Austria e su Vienna (si esaurirà solo nel 1918), insediandosi nella celebre Hofburg, la Residenza Imperiale. La dominazione asburgica, inizialmente osteggiata dalla popolazione, conferì tuttavia a Vienna il ruolo privilegiato di capitale nel 1438 e in genere le diede notevole incremento economico e culturale, fondando anche l’Università nel 1365.

L’Età Moderna
Tra Cinque e Seicento ripresero le guerre contro gli scomodi vicini Ungheresi e ne nacquero di nuove, come quelle contro i Turchi e come le guerre di religione che seguirono la Riforma Protestante, tra cui la devastante Guerra dei Trent’anni, durante la quale la città fu decimata dalla peste e dagli assedi.
In seguito, Vienna si riprese soltanto dopo essersi liberata nel 1638 dall’invasione dei Turchi, che erano giunti alle porte dell’Europa minacciando l’intera Cristianità.
Tra Sei e Settecento, la città vide un’eccezionale crescita urbanistica che portò alla costruzione di edifici importanti come la Karlskirche, i sontuosi palazzi del Belvedere e le residenze dei nobili intorno all’Hofburg. Ma fu sotto l’impero di Maria Teresa (1740-1780) che la Vienna vide il suo massimo splendore. Prima imperatrice donna, dopo che Carlo IV con la Prammatica Sanzione permise la successione in linea femminile, Maria Teresa fece costruire nella periferia di Vienna il palazzo di Schönbrunn, dove spostò la residenza imperiale, contribuendo a rendere la città una capitale artistica di primo piano, anche e soprattutto dal punto di vista musicale (sotto il suo regno iniziò la fulgida carriera di Mozart).
Ma tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento Vienna e l’Austria furono coinvolte nelle guerre napoleoniche. Uno degli esiti peggiori di questi conflitti si concretizzò nel 1806, quando Francesco II fu costretto da Napoleone a cedere il secolare titolo di sovrano del Sacro Romano Impero, eliminando così definitivamente l’antica istituzione che risaliva a Carlo Magno. Tuttavia, nonostante le numerose sconfitte e l’occupazione subite da Napoleone, Vienna non perse il suo prestigio di capitale imperiale. Anzi, essa fu protagonista nel 1815 del celebre Congresso che pose fine al dominio napoleonico e determinò il nuovo assetto europeo.
Dopo i moti rivoluzionari del 1848, che avevano rigettato il Paese nel caos, Vienna e l’Austria riacquistarono l’indipendenza sotto Francesco Giuseppe I. Il giovane imperatore attuò una serie di cambiamenti strutturali che da un lato volevano valorizzare ed ampliare la città vecchia, dall’altro si prefiggevano di modernizzarla  attraverso l’abbattimento dei vecchi bastioni e la realizzazione dei viali del Ring, così da favorire la comunicazione con i quartieri periferici e la costruzione di nuovi palazzi. Sulla monumentale Ringstrasse, il viale che circonda la città ad anello ed ancora oggi ne è l’arteria principale, nel 1879 si tenne la grandiosa parata con cui l’imperatore celebrò le nozze d’argento con l’amata moglie Elisabetta, la celebre Sissi.

Il Novecento e la contemporaneità
I primi anni del XX secolo furono caratterizzati da un grande fervore artistico e culturale che prese il nome di Secessione Viennese e vide protagonisti artisti del calibro di Klimt e Moser.

Lo splendore di inizio secolo venne però stroncato dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, a cui seguirono la morte nel 1916 di Francesco Giuseppe e la sconfitta finale, che provocò l’inevitabile dissolvenza dell’Impero. Dopo il 1918 Vienna divenne la capitale sproporzionata di un piccolo Stato che aveva poco a che spartire con la grandezza dell’Impero Austro-Ungarico e da allora ebbe inizio un calo demografico ed economico che si accentuò con la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1938 Hitler penetrò in Austria, constringendola alla drammatica condivisione del destino del Terzo Reich. Nel 1945 il paese fu invaso dall’Armata Rossa e, a conclusione del conflitto, per dieci anni subì l’occupazione quadripartita degli Alleati. Vienna rimase divisa in quattro parti fino al 1955, quando l’Austria riconquistò la sua libertà grazie al Trattato di Stato.
Con l’instaurazione della democrazia nel Paese e l’insediamento a Vienna dei centri delle più importanti organizzazioni internazionali (nel 1979 venne inaugurata la UNO-City, città dell’ONU), l’Austria e la sua capitale ebbero un rapido sviluppo economico e politico. Nel 1995 l’Austria è entrata a far parte dell’Unione Europea e Vienna è uno stato federato autonomo, il più popoloso del territorio austriaco, ma soprattutto è una delle capitali più visitate in tutto il mondo.

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